Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Piove, governo ladro!

Tirare il fango al re? Che c’entra lui con il fango e le morti, che c’entra se sei arrabbiata, come hai detto alla TV, perché magari hai perso tutto? Certo, quando l’acqua saliva hai vissuto una enorme paura, uno shock che resta, e so di cosa parlo. Spostavi i bambini da un punto all’altro dell’appartamento, gli davi da mangiare anche se non era ancora l’ora, scaricavi l’indispensabile cellulare con ripetute chiamate a tua madre, che tanto lì stavano tutti bene.

Sono totalmente repubblicana e non mi pare il caso pagar fior di quattrini a delle figure simboliche, magari conniventi nel passato con orribili storie coloniali, o parenti oggidì di figuri condannati, incarcerati, o tollerati a ragione della loro provenienza altolocata. Ma in Spagna li vogliono, il 48% nel settembre di quest’anno (2024) era favorevole alla monarchia, il favore è addirittura aumentato, e solo il 28% di gente nell’inchiesta si mostra critico.

Ovviamente, il problema dell’alluvione con acronimo DANA è ora di chi disbosca e cementifica e continua a dare permessi per cementificare, mentre, nel tempo, abbiamo capito tutti che il riscaldamento del mare provoca siccità, perché le temperature alte evaporano l’acqua dai suoli, poi l’aria calda e piena d’acqua si incontra con gli stati alti dell’atmosfera, molto freddi, e non smette più di piovere.

Tutti abbiamo responsabilità per il riscaldamento globale, ma certamente di più chi doveva frenare l’uso dei combustibili fossili e chi ha lucrato con le auto, le costruzioni in cemento e il deserto che lasciano; i governi locali che dovevano provvedere argini, sistemi di vigilanza, coscienza ed educazione civica: ma non solo adesso, bisognava farlo 60 anni fa.

Così, com’è solito succedere in questo periodo, resta la rabbia, un malessere impulsivo, dirompente che deve manifestarsi (violentemente) prima di riflettere. È comprensibile che la gente scioccata dal disastro, nei primi momenti, reagisca in maniera istintuale, ma poi, quando si va a votare, chi può, dovrebbe connettere il cervello alla penna e appoggiare gente che nel Summit per il clima a Baku si spenda per delle azioni finalizzate al cambio.

Altrimenti, meglio protestare davanti allo specchio.

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