Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Vincere

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Penso che i giochi televisivi dove i concorrenti cercano di vincere somme di denaro siano molto crudeli. Infatti il divertimento é vedere se persone che hanno mille problemi, forse sono state gravemente malate, hanno perduto un congiunto, hanno sofferto una batosta economica, o perso il lavoro, riescano (come d’altronde la grande maggioranza di noi) a indovinare e ricevere cosí il premio in denaro, o no.

Che queste persone perdano forse ci risulta deludente in qualitá di spettatori, perché ci identifichiamo con la persona che concorre, ma l’adrenalina sta nel fatto che potrebbero perdere, e cosí succede la maggior parte del tempo. Come dicono al casinó, la casa vince sempre. E continuiamo a seguire spettacoli che impiegano una malizia crescente con chi partecipa: almeno, una volta, vincere un quiz dipendeva dalla preparazione. Oppure gli inganni erano nascosti meglio.

Come considerazione ulteriore, in questi giorni c’era in TV il Campionato Europeo di calcio; impossibile non buttarci un occhio perché a casa mia si guarda. Quand’ero adolescente e qualche volta seguivo il calcio, per far piacere a mio padre, mi sembra che fosse piú gioco; adesso i giocatori si afferrano, si picchiano, in alcune occasioni é successo che si siano dati delle testate, o si siano presi a morsi.

Contemporaneamente, la complessitá del gioco aumenta, si possono cambiare piú giocatori durante la partita, c’é un ausilio elettronico per determinare il fuorigioco, i falli, mentre il giro di denaro é diventato astronomico. So che ci sono libri sulla FIFA, sul gioco del calcio e la mancanza di rettitudine morale che accompagna le attivitá molto gonfie di emozioni e di denaro.

Nei campionati nazionali, non solo in Italia, sono lo squadre grandi possono vincere. Quando il Chievo é andato in Serie A ci hanno fatto pure un film, tanto era isolito, e il Leicester, nel Regno Unito, ha fatto qualcosa. Ma generalmente non succede: le squadre ci sittá piccole sono lí solo per non affogare e perché le tre o quattro grosse abbiano con chi giocare.

In generale mi sembra che la complessitá, la violenza, la crudeltá crescano con gli anni, anche negli spettacoli che vediamo alla TV.

C’era un film, che adesso temo profetico, del 1975, rifatto nel 2002, che si chiamava Rollerball, dove i giocatori muoiono poco a poco durante il gioco.

Noi, intanto, guardiamo questi giochi truffaldini e chiediamo emozioni sempre maggiori. A volte, nelle nostre strade si mima una guerra fra “tifosi”.

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