Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Quel gran tipo di Dostojevski

Fra i primi racconti di Dostojevski forse quello che mi ha colpito di piú é stato Il coccodrillo.

Naturalmente anche Le notti bianche; ricordavo il film di un altro gigante, Luchino Visconti, del 1957. Vedere gli attori vestiti in maniera contemporanea (certo la contemporaneitá degli ultimi anni cinquanta, peró lo stesso aggiurnata rispetto all’otocento russo) mi ha avvicinato al racconto.

Peró poi il coccodrillo é quello che mi é rimasto in mente per piú tempo. Avevo giá letto la raccolta di racconti e l’ho ripresa adesso, anni dopo, e l’idea che mi é venuta in mente ora é stata quella di cercare la data della Metamorfosi di Kafka: 1915, molto piú vicino a noi di Dostojevski, naturalmente. Il coccodrillo é stato pubblicato nel 1865 dalla rivista che il buon Fiodor aveva fondato con suo fratello Michail.

C’é qualcosa che suona parallelo nelle due storie ; in un caso Gregorio che si trasforma in un gigantesco insetto, nell’altro Ivan Matveievich che é inghiottito dalle fauci di un coccodrillo esibito a pagamento in una fiera, e che sopravvive chiuso lí dentro.

D’accordo, ci sono le mitiche balene, dal racconto biblico su Giona a Pinoccchio, ma il questo caso l’interessante é come la gente intorno reagisce al fatto, come si sente il malcapitato (Nel Coccodrillo neanche troppo male), e come nessuno si attivi veramente per salvarlo.

L’attualitá di Dostojevski pare a me che risieda nel discutere sul fatto che il tedesco padrone dell’immenso coccodrillo ha dei diritti in quanto impresario che ha investito sull’animale e ne ha fatto la sua fonte di guadagno. Lasciando stare i diritti dell’animale, che adesso ci sarebbero piú chiari ma allora, nella seconda parte del secolo diciannovesimo dovevano essere poco diffusi, il libero mercato ha, ghigna l’autore, maggiori diritti del malcapitato a cui é stata portata via, se non la vita, almeno la libertá.

(scusate le traslitterazioni dei nomi russi. Come sempre prendo i libri dalla biblioteca che ho in uso, nella lingua che mi capita di trovare. Certamente non in russo…).

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