Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Stanisław Lem,e il suo Invincibile, di nuovo

Cosa resta nella memoria, dopo aver divorato il suo bellissimo libro?

A me il pianeta alieno, sabbioso, ventoso, con un grande sole rosso che non scalda, i suoi colori. E le macchine, le nuvole di ronzanti “mosche” meccaniche, perle nere, lucide come gioielli, forse stupide o forse intelligenti. O forse, come le api, intelligenti solo in quanto sciame.

Medico con specialitá in ginecología (io ho una posizione sui medici che si specializzanoin ginecologia, ma non é questo il posto per argomentare, e poi erano gli anni 50), psicologo, scrittore con il disprezzo per la fantascienza, il personagio non produrrebbe una enorme simpatia.

Io, invece, amo i generi “minori”: la fantascienza, i gialli, i romanzi distopici.

Coltivo anche una passione per i personaggi “minori” della letteratura, o le opere “minori” dei cosiddetti grandi.

Nel caso di Lem, comunque, dal mio punto di vista, di minore non c’é niente.