Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Storie che non risarciscono

Leonardo Padura Fuentes, cubano, scrive, fra le altre, le storie del poliziotto Mario Conde (è quello di L’uomo che amava i cani, 2009, sulla morte di Trosky).

Di Peter Groth – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5156784

I gialli appartengono allo stile hard boiled, cioè quello in cui il detective è dannato e soffre, viene percosso, rischia di morire, è fregato dai clienti nel caso sia un investigatore privato o, se come in questo caso è un poliziotto, sminuito dai superiori. I protagonisti dicono parolacce, si comportano male, cinici mal vestiti, con la barba lunga e spesso non hanno dormito (sono al 99% uomini). Alcuni dicono che questa sia una metafora dell’ambiguità etica in cui si muovono gli autori, incapaci di dare rassicurazioni su di un bene manicheo che vince sempre.

A me piacciono per contro i misteri alla Conan Doyle o Agatha Christie, dove l’intelletto del detective onnisciente alla fine risolve il caso, e si sa in anticipo che i rischi che il nostro eroe o eroina corre si risolveranno, perché la giustizia trionfa sempre, è un contratto che autrice o autore ha con noi che leggiamo il libro.

Sappiamo qual è il clima del momento. Nella mia epoca, infatti, nessuno voleva, per dire, che in Biancaneve la Regina cattiva andasse a letto con il Principe azzurro, che dei Sette nani ne morissero tre, che Biancaneve perdesse un occhio nella lotta contro il Male, perdonasse infine il Principe e si sposasse con lui.

Invece adesso non è più così: dei sei capitoli della saga, almeno i due centrali vanno a catafascio per gli eroi, che rimangono sconfitti e danneggiati. Che la giustizia trionfi deve sembrare noioso alla gente, non sanno più che farsene delle storie che calmano e risarciscono, nel piano della fantasia, di una realtà personale e sociale spietata.

Sto leggendo Passato remoto(1991): in questa storia Mario Conde deve risolvere la sparizione (Chi l’ha visto?) di un suo ex compagno della scuola superiore, diventato un funzionario di alto rango e sposato con un’altra ex compagna, suo vecchio amore. Mario Conde è abbastanza onnisciente, fiuta, capisce, mette insieme i pezzi, ma è anche triste, ubriaco, e come si dice oggi sottintendendo che la vita è una gara, “un perdente”. Ci azzecca sempre, ma non è un favorito dall’esistenza.

Non ho dubbi, lo scrittore è bravo. Ovviamente l’ho trovato nella biblioteca di casa, perché io, come ho spiegato, ne avrei avuto abbastanza dopo Maschere (1997) ed Eretici (2013), ma la storia cattura, i personaggi sono meravigliosamente ritratti, e in modo consistente libro dopo libro, l’ambientazione è intrigante, in una realtà cubana del quotidiano che non si conosce, i finali sorprendono.

Por From top, clockwise:File:Habana_hotel_Sevilla.jpg by Anatoly TerentievHabana Smile.jpg by Inessa AkhmedovaFile:Havana_Cathedral.JPG by akasennFile:CristoHavana.jpg by CyberesqueFile:Castillo de la Fuerza.jpg by Angelo LuciaFile:Museum_of_Revolution_Cuba.jpg by Paul MannixFile:Bacardi Building.jpg by James EmeryFile:Capitolio de Noche.jpg by Yerandy1990 – From top, clockwise:File:Habana_hotel_Sevilla.jpgHabana Smile.jpgFile:Havana_Cathedral.JPGFile:CristoHavana.jpgFile:Castillo de la Fuerza.jpgFile:Museum_of_Revolution_Cuba.jpgFile:Bacardi Building.jpgFile:Capitolio de Noche.jpg, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11892678

Lascia un commento