The Land in Winter (La terra d’inverno)
Il Grande smog: parliamo di una catastrofe ambientale del dicembre 1952, quando Londra e il sud dell’Inghilterra furono avvolti da un manto fitto di smog maleodorante. La causa dall’inquinamento fu la combinazione dell’uso del carbone per il riscaldamento e l’industria e il maltempo (alta pressione, molto freddo) che imprigionò i fumi a bassa quota.

Ci furono anche dei morti, si è detto che addirittura 12.000, per i problemi causati dal Grande smog alla respirazione, ma aumentarono anche gli incidenti stradali e i delitti, favoriti dall’idea di non poter essere visti dentro la caligine e dalla difficoltà della polizia a reagire.
Durò solo dal 5 al 9 dicembre del 1952, ma la storia rimane nell’immaginario almeno dei britannici più vecchi, l’effetto positivo fu la promulgazione del Clear Air Act, che contribuì a ripulire l’aria. Quello che importa qui è che ispirò i letterati.

Patti Callahan Henry ha scritto, The Story She Left Behind, mentre di Kate Dowson é Death in the Air. L’episodio appare anche nella serie The Crown, molto ben descritto. Un libro che ho letto e mi è molto piaciuto, di Margery Allingham, è The Tiger in the Smoke, una detective story immersa in una densa nebbia, e scritta proprio nel 1952.
In The Land in Winter, scritto nel 2024 da Andrew Miller, il protagonista è il clima. Non siamo nel 1952, bensì all’inizio degli anni Sessanta, nella campagna vicino a Bristol e l’evento climatologico è invece la grande gelata del 1962- 63.
Nella storia, la bufera di neve che si approssima pesa sui protagonisti: vedrò continuando a leggerlo la sua importanza nello svolgersi degli eventi.
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