Un giallo a Natale
Anne Meredith, uno dei nomi classici dell’epoca d’oro del giallo, scrisse nel 1933 questo ¨giallo a Natale¨, così come fecero Agatha Christie, Il Natale di Poirot, Francis Duncan, Cyril Hare, Gladys Mitchell, fra altri nomi. Più recentemente, nel 2016, P.D. James pubblica i suoi 4 racconti natalizi, The Mistletoe Murder, che mi sembra non sia al momento disponibile in italiano.

Calcolando grosso modo gli anni che ancora mi toccherebbero da vivere, centellino i gialli di Natale che mi rimangono, e cerco di leggerne uno all’anno, giusto nel periodo delle feste.

Crediti: https://www.english-heritage.org.uk/visit/inspire-me/historic-gardens/9-winter-gardens/
Quest’anno, anche se mi manca giusto il finale del libro, non sono stata fortunata con Anne Meredith. Condivido con la scrittrice che il periodo natalizio, con l’aspettativa di essere felici e in pace in famiglia, risulta terribilmente stressante, e potrebbe innescare invece la peggiore violenza. Il libro, però, non mi sta piacendo. Penso che questo dei gialli classici natalizi sia un gioco, una strizzatina d’occhio proprio all’ apparente contrasto fra delitto e ambiente di festa, e tutte quelle caratterizzazioni che lei fa, le storie precedenti dei personaggi per dimostrare la loro cattiveria e giustificare i loro odii, per me, indeboliscono l’intreccio e la rendono severo, grave.

Un delitto, certo, è qualcosa di molto grave, ma la versione classica del genere assomiglia alle fiabe, sempre in mia opinione: una struttura che comincia e si sviluppa secondo canoni dati con il fine di invitare a scoprire l’assassino. Ma nessuno piange quando ammazzano la strega cattiva, perché non si tratta di una persona reale.
Lascia un commento