Quali sono i migliori titoli di l libri.
Il titolo è importantissimo.
Sembra che molta gente scelga il libro da comprare dalla copertina, l’immagine o, appunto, il titolo.
Un sistema per sceglierlo è prendere un altro libro, preferibilmente attuale e non (fra i non attuali Guerra e pace, altro titolo forte, tra l’altro), aprire una pagina a caso e guardare la prima parola in alto a destra, o in basso a sinistra e cominciare a filosofare da lì.
Osservare la pubblicità in rete è anche quello un metodo vincente per far balenare un’idea, ma è difficile che il nome cada giù dal tetto con uno spunto ma senza lavorarci sopra, visto che quello che stai scrivendo ha un suo contenuto principale, a cui devi per forza fare riferimento nel nome del libro.
Canzoni vecchie, canzoni in un’altra lingua? Anche loro sono pura ispirazione, magari i versi interni più che il titolo stesso della canzone.
Apro con L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, che rappresenta una scommessa come titolo, lungo, complicato, però di una musicalità, un incanto, un riferimento a cose sentite da tutti che vince fra i titoli più riusciti.
Il citato Guerra e pace (In spagnolo si vede in giro anche come La guerra y la paz) di Tolstoi è l’antesignano dei titoli di due parole che sono venuti dopo di lui, ma in inglese Animal Farm (George Orwel) o Treasure Island (Robert Louis Stevenson): in italiano sono tradotti come La fattoria degli animali o, bellissimo titolo per un libro bellissimo, L’isola del tesoro.
Niente male come nome Cime Tempestose, Wuthering Heights di Emily Brontë, mentre se la cavava bene John Ronald Reuel Tolkien con Il signore degli anelli.
Il bar sotto il mare, di Stefano Benni, ditemi se non é un titolo speciale!

Ma Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano di Gino e Michele resterà in tutti gli immaginari, folgorante.

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