La leggiamo o non la leggiamo?
Bisogna provare, credo.

È una cosa tipo sesso droga e rock ’n roll versione 5.0, eppure antica, ancestrale e magica.
E poi c’è la musica, sempre, il tamburo di pelle di capra per costruire il quale hai dovuto ammazzare la capra, meglio se con le tue mani. E la voce viene da ovunque; dal vulcano, certo, dalla terra, dalla tua gola ma non è la tua gola; da qualsiasi posto proviene la musica, quella che fai e quella che subisci, quella che ti cura e quell’altra che ti ammala.


Magari, in questi tempi senza speranza, troviamo una maniera di agire o di curarci, o di capire. Magari no.
Una versione di Carlos Castaneda, 5.0. E al femminile.
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