Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Consigli inutili per scrivere meglio

Ho letto dei consigli: prova a scrivere un riassunto della tua storia in dieci parole, in due paragrafi; cerca di scrivere non la storia ma la sua morale, cioè dove vuoi andare a parare.

Ma come faccio io, se le storie mi arrivano dormendo, per capitoli? Sì, mentre dormo, o mentre, sveglia ma imbesuita, rintontonita, per non dir di peggio, guardo il vuoto? Ecco, lì arrivano, si sviluppano, i personaggi agiscono e io devo corrergli dietro dalla tastiera del mio computer. E anche lì, alla tastiera, a volte cambiano idea.

Io dove va a finire la mia storia non lo so. A volte metto la testa sul cuscino, sto entrando nel dormiveglia. Penso: ma che bell’idea, la storia dovrebbe andare avanti in questo modo, ma poi la mattina non ricordo più niente, o solo un pezzettino.

Altre volte, la mia storia si arricciola su quella del libro che sto leggendo, incespico sulla trama e la mia trama si appaia a quell’altra e ci cammina di fianco, ma solo per una riga, un’idea, un momento.

Per me, e se siete come me capirete la difficoltà, i consigli esperti, i laboratori di scrittura creativa non vanno bene.

Inoltre, i libri che leggo, i film o le serie che guardo o che ho letto, visto anni fa mi nutrono in maniera riflessa, implicita. Magari riesco a percepire un’influenza che viene da lì, ma senza riuscire a governarla.

Cosa ci posso fare?

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