Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Borges

Di nuovo i racconti di Borges, già letti e riletti, di una raccolta che si chiama El informe de Brodie.

Sono fulminei e inaspettati, sgradevoli, crudeli. Personalmente, non è una letteratura di quella che ti fa sentire che stai mangiando a una gran tavola imbandita, e ti nutre. Piuttosto è una letteratura, quella di Borges, inquietante e feroce, secca, anche se è piena di bassifondi e di gente male in arnese, di riferimenti al dialetto (lunfardo), lui che dalle foto appare come un signore elegante, con il completo e il gilet.

Le sedie, i patios, gli autobus e i cammini per andare nei luoghi sono tanto precisi che ti si spiegano davanti, senza spenderci troppe parole, mentre la folla di personaggi che affastella in un breve racconto di cinque pagine è tutta necessaria, giustificata, preziosa.

Uno dei miei temi insistenti è che in questo mondo le posizioni di potere non sono raggiunte da persone degne, al contrario. In questo caso, il mio lamento incessante è: perché diavolo non gli hanno dato il Nobel?

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