Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Un altro mondo

Sono italiana e vivo in America latina. Leggere Murakami, After Dark, equivale all’incredibile freschezza di visitare un altro mondo.

Probabilmente anche il mio mondo sembrerebbe un altro mondo a qualcuno che non lo conosce, però l’oriente, quello detto estremo da chi guarda da dove guardiamo noi è veramente alieno. Anche qui mangiamo cose diverse, a ore diverse, ma leggendo García Marquez, per magico che sia il suo realismo, o Vargas Llosa, o magari perfino il raffinatissimo e oscuro Borges non ho mai sentito che i dialoghi dei romanzi mi portassero a un mondo con altri canoni.

I dialoghi di Murakami mi hanno catturata, naturalmente, non sta a me dire che quest’uomo che forza il suo corpo a correre fino al dolore sa scrivere. Quello che sento nei dialoghi dei suoi personaggi è una strana purezza, un’ingenuità, come se a parlare fossero dei bambini che nelle loro conversazioni usano però una fatica adolescente, se non un materiale adulto.

Ci ritroveremo, Murakami.

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