É affascinante che un libro non abbia una fine: Vero all’alba, di Hemingway non ce l’ha, visto che si tratta di un diario pubblicato postumo che non si sa nemmeno se l’autore volesse darlo alle stampe o lo volesse pubblicare così com’è.

https://www.britannica.com/biography/F-Scott-Fitzgerald
Dicono che tutto Shakespeare abbia dei finali sorprendenti: genio lui a mantenere degli intrecci a volte così complicati, inverosimili, soprannaturali, con sosia, fraintendimenti e poi riuscire a concluderli, anche se non sono sempre allegrissimi. Fra tutti, Sogno di una notte di mezz’estate, dicono, è un testo teatrale che finisce in modo brillante. Ma doveva finire così.
Charlotte Brönte ce l’ha messa tutta per far finire Jane Eyre in modo rutilante, anche se non lo considererei proprio un finale felice.
Francis Scott Fitzgerald nel suo Il grande Gatsby prova a sorprenderci. Non voglio raccontarvi la fine, se non l’avete letto (o non avete visto uno dei film tratti da questo romanzo), ma citerò la sua frase finale, così famosa: So we beat on, boats against the current, borne back ceaselessly into the past, che vuol dire più o meno che continuiamo a remare, le barche controcorrente, rigettati indietro incessantemente nel passato (ditemi se il suo non è più bello).
Un consiglio per far finire il vostro libro o racconto in un modo sorprendente? Se non avete la conclusione già in mente, quando sentite che il momento è maturo, continuate a scrivere ancora, a riprendere qualche filo, a spiegare alcuni passi rimasti oscuri, e poi, invece, mozzate il romanzo o il racconto un bel po’ sopra, lasciandoci tutti nel mistero.
Oppure, prendete un passo, una frase del testo che avevate collocato più su e spostatela alla fine. Contemplate da lontano la vostra opera e, se le trovate qualche logica così, il gioco è fatto.
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