Sia nell’inverno gelato che nella torrida estate parigina, gli ispettori del Commissariato al 36, quai des Orfèvres, dove lavora il Commissario capo Maigret, laggiù nel 1950, dopo giorni alle calcagna degli assassini, di ricerche o interrogatori, solo desiderano un birrino freddo e dei panini di prosciutto, ma soprattutto la birra, anche se dopo averne bevuta molta, Jules chiede a se stesso di che cosa ha voglia adesso, e scopre che è il momento di un Pernod, o un Pastís, o magari un Calvados.
L’ho già detto: il mio piacere proibito di Natale è leggere un classico del giallo ambientato a Natale. Sto finendo il secondo, il Natale di Maigret, e comincerò Murder on a Mistery Tour, di Marian Babson, più recente (1987) ma ambientato nel maniero giusto.

Ieri sera, a una cena di Natale, una mia amica mi ha chiesto perché Natale mi ispira a leggere dei gialli. Beh, non sono l’unica. Di gialli situati durante le feste ce ne sono moltissimi a cominciare dalla classicissima Christie, con il loro correlato di film, meno popolari adesso ma molto popolari per la gente della mia generazione.
Sarà che il Natale è corredato dall’obbligo a essere buoni e l’assassinio è proprio il contrario (ma il colpevole è sempre svelato). Sarà che si fa un po’ il verso all’autentico odio che sorge nelle famiglie, nell’ambiente chiuso, buonista, fra l’indigestione, i termosifoni troppo freddi o troppo caldi, i regali che non vuoi, e veramente in cuor tuo ne ammazzeresti un paio, ma il giallo serve a liberarsi un poco da quella pesantezza.
Il mio messaggio è: resistete. Magari in marzo avrete bisogno di aiuto e una delle ora papabili vittime di assassinio vi darà una mano in un trasloco, o in giugno vi segnalerà un lavoro nuovo o domani vi presenterà per caso, in un bar, l’amore della vostra vita.
Quindi resistete.
E non ditemi che non vi ho suggerito una trama per un bel libro da scrivere.

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