Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Tony

Quasi sempre nelle mie storie, come nelle fiabe, si comincia con tanti, tanti anni fa, in una Terra lontana…

Cosa vuoi, è l’età. Quasi tutto quello che mi è successo è successo tanti anni fa.

E questa è un po’ una fiaba che inizia appena asciugati e messi via i piatti del pranzo, il ricordo improvviso del Pub The Star, allora una mezza topaia e adesso un posticino tutto chic, persino con il menù vegetariano e un giardino, per la breve estate inglese, quando non piove. Con il sistema in linea d’informazione geografica posso passeggiare lì davanti: di mio ci metto il ricordo dell’aria e del buio, le risate di quelle passeggiate dopo cena, il tatto dell’erba del campo da golf, dove non saremmo potuti entrare, sotto i piedi.

Il pub, la loro casa, loro, lui. Lo cerco in rete. Il fratello è rimasto in paese, è contabile. Lui si è associato all’attività del padre e, uscito il padre di scena (sarebbe molto anziano se fosse in vita), ha continuato per conto suo.

Ho trovato in rete due foto più o meno attuali, che mi commuovono, fra tante immagini dei suoi prodotti in vendita. In una c’è uno scorcio della persona, da dietro. Riconosco la mano, il polso. Nell’altra foto, in bianco e nero, c’è un uomo sulla sessantina, di fronte, nel suo laboratorio artigiano. Il ragazzo evidentemente è scomparso; l’immagine attuale lotta con il mio ricordo di lui e mi restituisce due storie parallele. Nel suo oggi, valanghe d’anni e di esperienze, di dolori, di trionfi di cui non so niente.

Non sono neanche sicura del perché Tony sia rimasto importante per me, nel tempo, o perché quel campo di golf si sia sovrapposto, nella memoria, al parco di Blow-Up di Antonioni: il suono del vento, l’erba, la notte, l’illusione.

Non ci penso mai, ma un frammento di vita, fra noi due, non è stato illusione.

https://movie-locations.com/movies/b/Blowup.php

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