Sono appena uscita dalle pagine di Elena Garro, dove il tempo si congela per permettere ai due amanti di scappare, dove una delle protagoniste si trasforma in pietra, sopraffatta dal rimorso e dal dolore.
Entrata di soppiatto in un paio di libri meno noti di Calvino, un racconto, La nuvola di smog (1958) e un romanzo, La speculazione edilizia (1963), penso che anche con lui le cose si dispongono magicamente intorno agli esseri umani, incantate ma dentro a una vita concreta.

Lo smog, appiccicoso, onnipresente, ha una vita propria, ed è sconfitto solamente, per breve tempo, dal bianco pulito dei panni stesi ad asciugare, fra il verde dell’ultima periferia. Il bucato della città é lavato da gente misteriosa, un popolo che attraversa la città di lunedì, riportando vestiti e biancheria, che ha lavato cantando.
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