Elena e i suoi ricordi del l’avvenire, arabescati dalle foglie, dal vento, dalla polvere.
Tutto ha un odore e la sua particolare esplosione, la sua ragion d’essere. Ixtepec, il paese, è il protagonista della storia, tanto che nel libro parla in io.
Ma quelli che lo popolano sono sfocati, tiepidi, amano male, odiano. Le donne e gli indios sono inevitabili vittime, ogni gruppo umano occupa il suo posto prestabilito senza possibilitá di uscita. C’è il Messico della Guerra Cristera, ma il Messico d’oggi forse è ancora più inevitabile, feroce, rotto.

Mi dispiace, ma con quello che ho letto oggi, visto oggi al telegiornale, non riesco ad esibire speranza.
Datemi un momento.
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