Questo meraviglioso titolo non l’ho inventaio io, ma Elena Garro, messicana (1916-1998).

La storia principale, una storia d’amore, una storia ambientata durante la rivoluzione, parla attraverso la gente ma anche le foglie e le piante, i giardini e i marciapiedi, le tendine ricamate e gli stivali consumati dei militari, ebriaconi violenti, malati d’amore. D’amore, secondo loro, quell’amore che é ossessione e che distrugge.
Los recuerdos del porvenir: lí, a Ixtepec, il paese, piccolo, pettegolo, dominato, polveroso fino a che si aprono le cateratte del cielo, il passato, il presente, il futuro sono un’unica cosa immersa nel destino; il vento respira e trasporta gli odori delle persone, i loro pezzi di cuore, di paura, di tenerezza. E qualche volta, come sempre in America Latina, ci sono i miracoli.
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