Sono sommersa nelle mille pagine de Il nostro amico comune, di Dickens, non so se sia il suo ultimo libro, o uno degli ultimi. Mentre o scriveva, ha avuto perfino un incidente di treno, da cui é uscito indenne, ma é risalito sul vegone per recuperare il manoscritto… (Viva la nube per non perdere i materiali!).
Cerco di imparare qualcosa, mentre pubblico per Amazon un libro pieno di difetti.
Imparare da Dickens… É pretenzioso persino dirlo.
Dal sito Charles Dickens Info:

Oggi vorrei menzionare come sono cresciuti i suoi personaggi, dagli orfani disgraziati e un po’ fastidiosi di romanzi precedenti a questi orfani-personaggi secondari.
Il romanzo, pubblicato sui giornali a puntate, é composto da un coro di mille personaggi, ognuno rotondo e credibile, descritto, capito, seguito fino alla fine.
Ogni persona ha il suo ruolo e apporta qualcosa alla storia.
Mi piace la difesa, che Dickens fa nel 1865, degli ebrei che vivevano allora nell’attuale Regno Unito, apparentemente vittime del razzismo e del ripudio della gente. Sono personaggi buoni, accoglienti, pazienti, disposti a sopportare le loro sciagure e ad aiutare gli altri. Certo, siamo quasi cent’anni fa, e la bonarietá non é politicamente corretta, ma un peso sulla cultura el tempo l’avrá avuto, penso, vista la popolaritá dello scrittore. Fossero rimasti cosí…

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