Ecco in epoca di Olimpiadi si pensa immediatamente a classifiche e gare: no, volevo solo parlare di Dickens.

https://es.wikipedia.org/wiki/Charles_Dickens
Volevo parlare della sua inventiva, della capacità di creare mondi che sono rimasti con noi, in cento posti e mille lingue.
Abbiamo letto tanti libri suoi: Pickwick, Nicholas Nickleby, Oliver Twist, David Copperfield, Grandi speranze, ma soprattutto Canto di Natale in prosa, piccolino, con una prosa tanto diversa da quella dall’enorme sviluppo di Il nostro comune amico (Our Mutual Friend).
Ed è proprio questo libro che mi accompagnerà per un bel po’: pubblicato alcune volte in due volumi per la sua estensione, mille pagine di storie e colpi di scena, di personaggi vivi, con tutte le caratteristiche umane, dalle peggiori in su. Piú adatto ai mesi centrali dell’anno (non dico estate perché qui non è il caso).
Ma a Natale torneró ad aprire, con il piacere di sempre, A Christmas Carol.
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