Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Ilaria e il fiato del lago

Lassú sulle montagne certamente ci sono laghi che non conosco e definitivamente ci sono dei laghi che ho conosciuto di giorno, in gite che duravano fino a sera per poi tornare a casa in macchina all’imbrunire.

Dalla parte del mare, Grado vecchia e le sue case storiche, anche se oggi restaurate, ha sempre ha avuto per me un’aria inquietante, sinistra.

Ma la mia cittá, carissima Ilaria, é tutto meno che sinistra. Ambientarci dei gialli sove il macabro e truce é veramente un colpo da maestra, perché sorge solamente dalla fantasia della scrittrice. Posso dirlo con cognizione di causa, anche se manco da tantissimi anni.

Non é nemmeno una cittá ridente, intendiamoci. E’ solo ingesssata, piatta, prevedibile. Piove sempre. Come qualsiasi cittá italiana puó essere splendida, con i suoi affascinanti vecchi sassi, i castelli, affreschi antichi, di Maestri, sparati sui soffitti delle chiese. Sempre quelli.

Non é certo Torino dalla stella a cinque punte, magica, né Roma, con le sue strade che spariscono, e dove suonano mille campane.

Ma la nostalgia, eh, la nostalgia, quella é un pezzo di grigio che porti con te sempre.

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