Dicono (Pili, Jacopo. Anglophobia in Fascist Italy. Manchester University Press, 2022. Project MUSE muse.jhu.edu/book/99976) che nel 1922 la professoressa Margherita Scafatti, una veneziana di origine ebrea, ebbe a pubblicare sulla rivista fascista Gerarchia un artículo su Rudyard Kipling.
Nel suo articolo, Scafatti elogia, direi io il colonialismo britannico, e realizza una specie di parallelo fra la rigorosa maschilità e la ferma femminilità di Albione e quelle della romanità, che come si sa, era ispirazione del Regime.
La sconfitta italiana di Adua (1896) blocca il tentativo coloniale italiano nel Corno d’Africa e si trasforma nella “vergogna di Adua” e c’è del risentimento verso l’oggi Regno Unito per aver sedotto l’Italia ad entrare in guerra ed averla poi mollata. Sono i momenti della crescita dell’anglofobia nell’Italia fascista, complicata dalla relazione con l’Impero Britannico di allora.
Se l’anglofobia d’inizio secolo XX é sfociata nella proibizione in Italia dell’uso di vocabolario d’origine inglese (“sport” diventava “preparazione fisica”, o simili), oggi la lingua di Dante è soffocata dagli anglicismi, provenienti in gran parte dell’ambito dell’informatica e della gestione delle imprese.
Personalmente, mi dà fastidio; il problema è che mi dà fastidio anche sembrare uno di quelli della Crusca che parlano come se fossimo ancora nel 1938.
Però, trovo che sia una finestra sulla confusione culturale italiana e sull’asservimento agli Stati Uniti l’umiltà con la quale i conduttori TV parlano con le star statunitensi del cinema, la stessa testa china con cui le nostre autorità discutono con i governi stranieri, vedi la strage di Ustica, o la morte del generale Nicola Calipari a causa di “fuoco amico” in Iraq.

Credito: https://orientamentoinrete.it/
Ieri c’era ostilità verso il Regno Unito, oggi, affascinati, ce ne sentiamo inferiori, e tutto quello che viene dall’America (sarebbe Stati Uniti) è divinizzato. La lingua, che anteriormente fu di Dante, è presa in mezzo.

Credito: https://support.freepik.com/s/article/Attribution-How-when-and-where?language=es
Lascia un commento