Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Confesso che sono stata felice

Per molti anni, con momenti intermittenti, anche molto alla bassa, sono stata felice.

Niente di particolare, solo questa cosa che cammini per casa e sei felice. Senza una ragione e senza uno sbocco. Era una vita pacifica, una vita senza speranza ma con un gusto speciale. Forse mi avevo? Senza speranza ma forse con alcuni progetti: la felicitá, comunque, non veniva da lí, dai progetti a futuro.

Cosa é successo? Perché adesso non sono piú felice? Posso pensare alla pandemia e l’isolamento sociale, che é finito e abbiamo ritrovato poi tanta gente malata, con fragilitá e problemi; alcune persone le ho perdute (non che siano morte, ma non sono piú nella mai vita). Altre persone hanno ragionato sulla loro esistenza e mi hanno chiuso la porta in faccia: non ero una buona influenza per loro.

Forse il cancro di mio marito, risolto per fortuna, ha lasciato un sentire pieno di futuro, di morte: non qui e adesso, ma sospesa. La morte concreta non fa tanto male come la morte sospesa.

https://www.forbes.com/sites/tracybrower/2021/05/02/the-happiness-paradox-5-new-perspectives-on-how-to-be-happy/

Per conludere bene questi pensieri, c’é un detto in spagnolo Nadie te quita lo bailado, cioé nessuno ti puó portar via il ballo che hai fatto. E’ cosí. Ho ballato con la felicitá, e questo nessuno me lo puó portare via. Lo posso visitare, ricordare, posso scriverne. E poi, siccome la conosco, lei puó tornare di nuovo, no?

Lascia un commento