Credo che scriveró della felicitá.
Sovrestimata, sí, elusiva, ma alla fine, scusate ma visto quello che sta succedendo a dei parenti prossimi posso dirlo, la vita é una sola e il nostro lavoro principale dovrebbe essere quello di viverla bene.
Scriveró dunque sulla felicitá. Ce n’é abbastanza per un libro intero. Anche due.
Walter Tevis ha scritto del colore del denaro (proverbialmente verde), quindi perché non scrivere del colore della felicitá?
L’azzurro é molte gettonato: facile per lui, il mare e il cielo soleggiato d’estate sono un gran plus.
Io peró vorrei votare oggi per una certa tonalitá di arancione. Scusate, non so cosa direbbe il Pantone, che é oggi la Bibbia dei colori nella societá del capitale, oppure con che cosa lo avrebbe fabbricato Caravaggio nel 1593, per dipingere il Ragazzo con il cesto di frutta. (Caravaggio ha dei begli arancioni, che spiccano sui suoi neri).

Caravaggio faceva anche dei bei rossi. Ma oggi parlo dell’arancione.
Che l’arancione possa farvi felici. Anche solo per un momento.
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