Assumendo che mi do dell’artista.. . E’ solo per parafrasare Joseph Heller, geniale autore di Catch 21 (Comma 22), libro contro la guerra, tragico ed esilarante. A sua volta Heller, al definirsi l’artista da vecchio, parafrasava Joyce, nientedimeno, in Ritratto dell’artista da giovane, o Dylan Thomas, nel Ritratto dell’artista da cucciolo.

Ma insomma, tutti questi signori importantissimi sono per chiedersi quando é che ti accorgi di diventare vecchia.

Il processo di diventare vecchi suppongo sia diverso da quello di diventare vecchie. In ogni caso non si tratta di un processo lineare: certi angoli di te rimangono uguali, altri, pochi, retrocedoo fino all’infanzia, altri ancora precipitano in avanti fino alla senilitá.
E qui citare Svevo é necessario. Ma la sua Senilitá non rappresenta tanto la sorte di invecchiare quanto un’inettitudine che, se lui fosse diverso, potrebbe abbandonare per aprirsi altre strade. Invece nella vecchiaia, quella del tempo che é passato, ti ci puoi accomodare, migliorarla, trovarle angoli, ingannarla un po’, ma alla fine lei ti trascina sempre con sé.
Non parlo del corpo; anche quello si puó ingannare fino a un certo punto, ma del calendario, e di tutto quello che dicono della vecchiaia, soprattutto, ovviamente, riguardo alle donne.
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