Questo, invece, é diventare audulto, adulta. E’ pensare a quante persone dipendono da te, per quanti devi rimanere quella che sei e dove sei.
Nella buona e nella cattiva sorte, recita piú o meno dappertutto il matrimonio, sicuramente per l’interesse dell’istituzionalitá di avere un soggetto che si occupa dell’altro in caso di malattie che i Servizi sociali o della Salute pubblica non vogliono prendere in carico (oggi é cosí, ospedali, case di cura, assistenti sociali, tutto é ridotto all’osso: fate da voi in casa, che di soldi non ce n’é).
Con il tema della responsabilitá penso a Camus, ma non é proprio come la sua: lo Straniero é trascinato dagli eventi, dal suo disamore, persino dal clima insopportabile, o fondamentalmente dal non voler prendere partito, coinvolgersi.
Se sei responsabile, non sei libero, o libera, perché c’é qualcuno a cui devi pensare.
Viene anche in mente la fuga attuale dalla paternitá.
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