Se lo sapessi, non starei qui a scriverne.
Se lo sapessi, non mi spaccherei la testa a pensare che cosa posso fare io per non fare la fine di mia nonna, morta di una grave malattia dopo essersi sciroppata due Guerre mondiali, il marito mandato al fronte, i parenti massacrati dai nazisti.

Ci vuole un fiore. Maledizione, ci vuole molto di piú di un fiore!
Il mondo é ora molto diverso da un secolo fa, e la maggioranza di voi che siete lá fuori forse avete visto un film o due, Tarantino che costruisce favole violente e riparatrici, ma non avete ascoltato cadere le lacrime di quelli che ci sono stati. Né chi beveva troppo vino e troppi amari alla fine della cena per non ricordare il Lager. Quindi, stiamo tranquilli?
Io non sto tranquilla, sono terrorizzata. Chi di voi vorrebbe vedere persone care coinvolte in attivitá violente, come vittime, ma anche come carnefici? O gli ancora non nati? Ma che gli lasceremo, cosa abbiamo seminato per il loro futuro?
Gli uomini sono cosí fragili, cosí vuoti che ammazzano le donne per poter avere un poco di potere, forza, protagonismo, essere. Non ci riescono, e ammazzano anche se stessi.
Ridiamo oggi dei modi di Hitler, ma scrivono che era bravissimo come oratore, paziente, astuto, avvolgente, feroce. C’é gente che é ora cosí nei social, solo che ha un’equipe di esperti, e noi, evidentemente, ci caschiamo. Cosí ci sono cascati quelli che fino a poco tempo fa chiamavo cretini.
Slavoj Žižek, un filosofo sloveno che ammiro molto, pensa che dobbiamo essere pazienti e costanti, ragionare, parlare nelle nostre case, ma sono cosí stanca adesso, faccia a faccia con questo lunedí, cosí stanca!

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