Adoro Ray Bradbury, non solo per Cronache Marziane e Fanrenheit 451, che basterebbero e avanzerebbero per fare di lui un mito.
Attraverso Oriana Fallaci e la sua intervista é uscito per me dalla scritta in cima al libro dove sta il nome dell’autore ed é diventato una persona. Erano altri tempi: il libro che cito é stato scritto nel 1959, l’intervista é del 1969, generalmente allora gli scrittori non facevano i conduttori TV.
A Medicine for Melancholy penso sia stato pubblicato prima come audiolibro, e non lo trovo in italiano, questo per non fare la figura della saputella che lo cita in inglese. Tenete conto che, per non andare con il maistream, leggo libri che trovo nella nostra biblioteca di casa, quelli ereditati o di mio marito (a volte rileggo i miei, ma é raro).

https://en.wikipedia.org/wiki/A_Medicine_for_Melancholy
Adoro Bradbury cosí tanto che non mi aveva mai dato fastidio come ritratta le donne nei suoi libri. Ma adesso che sono appunto passati tanti anni, rifletto sulla ragazzina triste che ha bisgno… di sesso per guarire, anche se non si dice esplicitamente; questo nel racconto che dá il titolo alla raccolta. Poi ci sono le varie mogli, massaie sempre brontolone, sarcastiche, manipolatrici, a loro volta le prime ad essere manipolate, o conquistate, dalla vita aliena; quelle che tarpano le ali al desiderio di “volare” dei loro mariti. É diverso leggere Bradbury e trovarci, in questo momento della mia vita, queste figure.

IllustAC
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