Certamente un libro appassionante, onore alla sua traduttrice Oriana Previtali, capace di restituire la lingua brillante, il discorso pieno di immagini, misteri e di colpi di scena, la veritá dei personaggi che quasi sempre escono a tutto tondo, credibili e completi.
Per me, una stonatura é la figura del maggiordomo di Lady Verinder, Betteredge. Oh, i maggiordomi! Abbiamo goduto della loro malvagitá nei gialli, in cui, frequentemente o proverbialmente, sono colpevoli di assassinio.
Nel caso di Betteredge, bisogna dire che é una figura ben cesellata, che risulta simpatica, se non si approfondisce su quello che dice della moglie scomparsa. E’ un essere che si affaccia all’etá anziana (almeno cosí era alla metá dell’Ottocento a settant’anni), con i suoi acciacchi, le sue abitudini, l’esercizio non troppo rigido del potere. Batteredge é un po’ macchietta, un po’ assessuato, un altro po’ simpatico y fidato.

Quello che stona é il servilismo del personaggio, la maniera in cui si é accomodato nel suo ruolo che gli garantisce un potere in cambio di annullarsi alla ritualitá, a favore della famiglia che serve. Il posto dove vive non é suo, cosí come non lo é il tempo, perché se un ospite o uno dei suoi padroni arriva, deve occuparsi di loro. Ha la gestione di spazi, alimenti e vini, che non sono suoi, e anche sua figlia é nella stessa condizione servile.
Questo era vero per tutta la servitú dell’aristocrazia inglese nell’epoca vittoriana (como si sa, Vittoria salí al trono nel 1837); e, temo,anche prima e dopo. Anzi, il maggiordomo contava con una posizioni e privilegi che non possedevano i servi di minor rango, o la servitú non residente.

Ci sono, nel libro, anche temi relativi agli stranieri, al colore della pelle molto discutibili, nonostante il romanzo sia stato scritto circa 170 anni fa, quando non esisteva una coscienza tanto chiara della situazione coloniale e del razzismo. Non vi dico la condizione femminile…
In ogni caso, da fastidio leggere su queste posture, anche pensando alla servitú odierna, e a come la condizione servile o coloniale abbia un impatto sulla creazione di una soggettivitá della persona sottoposta. Al rispetto, mi vengono in mente rilessioni ed esperienze che potró condividere piú avanti.
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