Se devo cominciare con la divinazione, cominceró con i miei preferiti.
Non trovo in giro Care memorie della Yourcenar in italiano, cosí apro a caso La prosivendola, di Daniel Pennac.
“L’indomani, aveva comunque tentato un’opera di conciliazione presso Berthold. L’aveva invitato alla Closerie des lilas per convincerlo a non staccare il respiratore artificiale di Malaussène. Si erano seduti a un tavolo, un tempo occupato da Lenin, il quale aveva vinto ben piú ardue sfide”.
Non ho mai approfonditola figura di Leninn come uomo. Per Gorki fu un eroe leggendario, persona d’onore, alla ricerca appassionata della giustizia terrena, e inoltre un tipo ascetico, frugale. Altri lo vedono come una transizione a Stalin; é vissuto in un’epoca in cui I Guerra Mondiale, la rivoluzione e la guerra civile russe conducevano necessariamente a bagni di sangue.
Esule a Parigi, questo é vero (se non ci credete c’é anche un film), in Siberia, e in Svizzera e in Finlandia, suo padre é morto che lui era piccolo e suo fratello Aleksandr é stato giustiziato come oppositore politico: tutti avvenimenti che contano in una biografia. In ogni modo, come capo di stato ha potuto far poco: la Rivoluzione d’ottobre é partita a fine 1915, e lui é morto nel 1924 (in questi giorni abbiamo avuto il centenario), in seguito a malattia.
Detto questo, personalmente preferisco ricordarlo, e andarlo a cercare, come filosofo. Ammiro molto Slavoj Žižek, che fa, dal suo pulpito, che non si puó naturalmente confrontare con il mio, la stessa operazione.
Siamo in un’epoca di crisi della civiltá. Il modo di produzione capitalista si é istallato globalmente ,e coerentemente, enormi masse umane si spostano, la Terra ha la febbre, il patriarcato é assassino di donne e della nostra cultura.
Dobbiamo fare qualcosa. Una delle cose che possiamo fare é cercare idee, per tessere di nuovo una spiritualitá, un’idealitá, come volete, forte, che si opponga al mondo che c’é. Personalmente, e a partire dalla disperazione, osservo tutto e non riesco a condannare, adesso, neanche forme di lotta che sembrano estreme. Siamo in una situazione estrema. Non é piú neanche amministrabile una giustizia blandamente riferita ai diritti umani, dei popoli o delle singole persone. Viste le condizioni, io arruolerei anche Lenin, come pensatore. L’analisi concreta della situazione concreta.

Credito: https://es.wikipedia.org/wiki/Lenin#/media/Archivo:Lenin-1921.jpg
Poi, nel romanzo di Pennac, c’é la storia di staccare o no il respiratore.
E’ un’altra discussione, su cosa sia la vita, inserita nell’osservazione pragmatica di quello che abbiamo oggi a disposizione, se e come possiamo chiamarlo “vita”.
Ma chiaramente a Malaussène no, non staccate mai il respiratore!

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