Si sente quasi pena per lei, cosí giovane, cosí sprovveduta, alla fine dell’Ottocento (parte il di novembre del 1889), di fronte all’idea che viaggi da sola.

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In realtá era un viaggio abbastanza protetto, i giornali di lingua inglese sapevano di lei, cosí i loro inviati e c’erano persone che l’aspettavano ai porti d’arrivo e qualche volta altre donne britanniche o nordamericane che viaggiavano anche loro.
Curioso dove lei centra l’attenzione nei suoi servizi per il giornale: le relazioni dei passeggeri, la “comoditá” e la struttura dei mezzi di trasporto e gli spazi. Molta parte del suo viaggio si svolge in Asia, con la sicurezza, per lei, di trovarsi nell’allora Impero Britannico, con funzionari di sua Maestá.
Famoso il suo detour di un giorno per incontrare Verne ad Amiens, anche nessuno dei due parlava la lingua dell’altro in maniera fluente. Sembra peró che si sia divertita. Poi via, verso Calais, e poi sul treno postale per arrivare a Brindisi, e da lí, l’oriente.
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