Nelly Bly: una volta la conoscevano tutti, specialmente per il giro intorno al mondo in 72 giorni, con annesso gioco da tavolo piú merchandising dei vestiti che aveva usato, dopo l’impresa al femminile e in solitario e il relativo record.
Avventuriera, giornalista d’assalto, nata nel 1864 e morta nel 1922, a 21 anni parte per il Messico per raccontare della vita nel vicino (a lei) Paese, senza parlare lo spagnolo. A parte il record femminile del viaggio di 72 giorni intorno al mondo, ne fa di tutti i colori, da farsi rinchiudere in manicomio femminile (era il1887, A New York) per documentarne le condizioni, a diventare reporter sul fronte dell’Est Europa durante la prima Guerra Mondiale.

https://en.wikipedia.org/wiki/Nellie_Bly#/media/File:Nellie_Bly_journalist.jpg
Sto leggendo i suoi reportage dal manicomio dell’isola Blackwell, ora Isola Roosevelt, a New York, dove si fece ricoverare a partire da una serie di diagnosi mediche che attestarono la sua pretesa malattia mentale. Descrive, per aver raccolto testimonianze dirette, presenziato i fatti o averli subiti, le condizioni di sporcizia, cibo avariato, diagnosi frettolose, bagni gelati e ogni tipo di torture fisiche, psicologiche e umiliazioni.

Pensare che ancora oggi ci siano nazioni in cui le condizioni delle persone che si suppongono malate di mente sono simili, é per me quasi intollerabile.
Bly racconta di donne anziane, donne con malattie fisiche, donne straniere finite lí perché in povertá, e per l’incapacitá di spiegarsi in inglese.
Lascia un commento