Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

夏目 漱石

Sōseki, di nuovo.

Per me é una meraviglia come un giapponese, all’inizio del secolo XX amasse e conoscesse sia la lingua inglese che la letteratura britannica, ma anche la cinese e quella di altri paesi europei. Mi affascina inoltre tutta la gente che non ha usato la sua lingua per scrivere. (Sōseki sí ha scritto nella propria lingua, questo era un pensiero a parte).

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La riga di sopra la voglio lasciare perché l’ha scritta Chet, e parlando di gatti (a partite dal suo libro Io son un gatto), accetto il contributo felino. Ecco una foto, intervenuta, dell’autore,

Che all’epoca di Sōseki fosse obbligatorio per fare l’universitá in Giappone conoscere l’inglese mi fa molta impressione e mi induce a pensare al processo di occidentalizzazione di quello e di e di altri Paesi, tutto un mondo da scoprire.

E poi c’é il processo inverso che stiamo vivendo oggi, la penetrazionedella musica, delle serie e dei film, soprattutto sudcoreani, ma anche di altre nazioni in Occidente.

Foto presa da Wikipedia.

E in fine, Edward Said, con il suo Orientalismo, offre una luce sui cliché dello sguardo occidentale sull’Oriente, la volontá di dominio, la disuguaglianza nel movimento di avvicinamento che c’é fra i due mondi. E’ uno sviluppo del pensiero che dovremmo tenere a mente anche quando pensiamo alle guerre, o ai genocidi, dell’attualitá.

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