Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Verne

Jules Verne forse è ancora visto, un pochino, come uno scrittore per ragazzi; suppongo che adesso sempre meno, con la realizzazione di film tratti dai suoi libri nel corso del tempo, e alcune riscoperte: gli si attribuisce la scoperta el secolo XX e si diffonde la storia sulle sue invenzioni ante litteram che sono servite per realizzazioni contemporanee di artefatti e tecnologia.

Jules Verne, il visionario, torna sulla cresta dell’onda a partire dall’interesse contemporaneo per la fantascienza e e le storie distopiche. Fra i suoi romanzi, in questo senso, emerge Paris au XXe siècle, ampiamente studiato (Jerónmo Ledesma e Carolina Ramallo (2022). La ficción del futuro en Paris au XX e siècle de Jules Verne. Inter Litteras, (4).).

Ma io in questi giorni ho letto I figli del capitano Grant, uno dei pochissimi libri di Verne che non erano ancora caduti nelle mie grinfie, perché non ristampati o, come in questo caso, perché risentivano dell’impressione di essere materiale per giovani.

La cosa che mi ha piú stimolata dopo questa lettura è la storia coloniale dell’Australia e soprattutto la menzione, non so quanto storicamente corretta o ben sviluppata nel romanzo, dell’eroica resistenza anti coloniale Maori in Nuova Zelanda. Mi è venuta voglia di andare a studiare un po’: da quello che il libro suggerisce, sará stato sicuramente un sanguinoso genocidio. Vorrei sapere peró se ancora oggi la comunitá Maori lo ricorda e compie azioni per preservare la sua cultura. Nell’epoca dei tatuaggi, hanno un buon appiglio estetico per attrarre l’attenzione del mondo.

Vincenzo Coronelli (1650-1718) – http://www.philaprintshop.com/oceans.html, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6024759

Lascia un commento