La lettura de La donna in bianco mi ha fatto nascere questi pensieri e portata a fare un po’ di ricerche su come sono visti gli italiani dalla letteratura del Regno Unito.
La donna in bianco é diventata anche una miniserie TV, trasmessa nel 2018, neanche tanti anni fa, solo per mostrare quanto l’opera é vigente e circola ancora. Questo libro l’ho letto in italiano, per la gentilezza di mia sorella Nadia che me l’ha inviato: ancora una prova dell’attualitá e della circolazione del libro, tradotto in varie lingue e ripubblicato costantemente anche in inglese.
La locandina é della serie

Non posso dilungarmi sul ruolo del Conte Fosco, il personaggio italiano, ma non l’unico italiano nel romanzo, per non spoilerare, posso solo dire che anche le qualitá potenzialmente positive del nobile: la cortesia, l’autocontrollo, l’astuzia sono viste in negativo dallo scrittore.
Ci sono dei personaggi positivi, per esempio l’amico italiano del protagonista del libro, Pesca, ma costui é ritratto in modo caricaturesco; basti dire che é un omino (lo dice il libro) di scarsa statura, incapace di esprimere adeguatamente sentimenti come gratitudine e affetto.
Gli italiani cantano, vestono bene, si riconosce a Rossini per esempio la capacitá di produrre musica sublime, peró le storie politiche (siamo in epoca vittoriana, mancava un bel po’ per l’Italia unita) e le macchinazioni legate alla ricerca della libertá dall’oppressione dai vari governi che schiacciano quella che ancora non é una nazione, li portano a unirsi in sette e confraternite che ne fanno potenzialmente dei feroci assassini per chi tradisce.
Sono tutti uomini, naturalmente, queste spie o accoliti di gruppi segreti: Mi hanno fatto pensare, anche se non é britannico, alla visione di Dan Brown quando, nei suoi romanzi, scrive dell’Italia e degli italiani. Mi sono chiesta se la visione espresa da Collins non tasportasse una rappresentazione degli italiani circolante nei libri in ligua inglese che ha esteso la sua influenza fino ai nostri giorni.
Poi ho pensato a Roberto Calvi, banchiere clerical-massone appeso al ponte di Blackfriars a Londra nel 1982, e ho pensato che rendiamo il compito di caricaturizzarci molto facile ai britannici.
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