Scrivendo

É piú facile scrivere che vivere

Mangiare e leggere, cosa c’é di meglio? (Non necessariamente in quest’ordine).

Naturalmente parto da Karen Blixen, il suo mitico racconto La cena di Babette, trasformato in mitico film nel 1987 da Gabriel Axel, dove si mostra in una grigia Danimarca (per Blixen era la Norvegia) un’altrettanto grigia e sterile setta religiosa, preoccupata di come il mangiare francese, lussuoso, stravagante, potrebbe traviarla. Ma anche di come, con la raffinata e amorosa esperienza alimentare, fioriscono gli abbracci, la conoscenza, la pietá.

Ho trovato in linea una tesi (di Durant de Saint André, all’Universitá di Utrecht) dove questo racconto/film é confrontato con Tampopo di Juzo Itami. Differenti popoli, scenografie, personaggi, sapori. Ma le due storie sembrano avere in comune il mangiare come una metafora dello scambio humano, dello stare insieme.

Durant de Saint André sottolinea che c’é in comune anche la cucina come una via di liberazione per le donne, il provvedere per altri e un punto di partenza per costruire nuove risorse.

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