La lingua salvata: quale altro romanzo di formazione che ci riguarda tutti? Canetti, rovesciato su tutta l’antica Europa, sue radici mediorientali, est Europa, ma radici all’aria. In gola ha la Spagna sefardita,e quindi un antico spagnolo. Scrive in tedesco, anche se é a Vienna che ha visto bruciare i libri nel 1937 e vive in inglese, ricorda il bulgaro di dov’ é nato, il francese, perché no?

In Europa siamo sempre stati mosaico, mica solo adesso! La mia ammirazione per il nato (1857) in un’Ucraina allora Russo – Polacca che scrisse in iglese é sconfinata! Ma Conrad era un marinaio, un’anima persa, e un’anima libera. Anch’io, nel mio piccolissimo, ho veleggiato (si fa per dire) per il mondo e non scrivo bene bene in nessuna lingua, anche se di cose ne avrei da dire.
Mia madre aveva gli occhi azzurrissimi, i capelli biondi “del color del lino”, mentre mio zio, suo fratello, aveva gli occhi neri e i capelli castano scuro. Suo figlio, mio cugino, porta nel suo aspetto la miscela di eventi recenti e antichi della Capitale. Avrebbe, se non fosse per l’etá, i capelli neri e la carnagione e i tratti somatici di un nordafricano.
Anni fa, spinta dalla curiositá, mi sono fatta fare una mappatura genetica: i geni italiani rappresentavano solo il 18% del mio patrimonio ereditario; il resto veniva dall’Est, o dal Nord Ovest. Nelle vene di mio cugino l’Africano, quindi, scorrerá parte di questa ereditá, incongrua con il suo aspetto. In Europa siamo sempre stati cosí.
Purtroppo, nel mio caso, non si é salvata nessuna lingua a rappresentare la genetica viaggiatrice di cui sono dotata.

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