Intanto, non pensiate che sia solo una questione vostra.
Io ho pianto, la mia amica che é venuta a lasciarmi un regalino, ha pianto. Mia sorella al telefono e l’altra sorella, un fiume di lacrime whatsAppate.
Natale stimola l’ apparato lascrimale piú del raffreddore, piú della cipolla, forse anche di piú dell’ultimo dell’anno. E’ costruito per far pensare all’amore, a quello che non si ha, si crede di non avere, a quello che si vorrebbe avere. (Se cosí non fosse, come ci farebbero comprare miliardi di miliardi in regali inutili, che non piaceranno a chi li riceve, solo per obbligo). E non saremmo umani, né umane se non fossimo sempre a caccia di quello che non abbiamo.
Comunque, ci sono quelli come me che dopo una lascrimuccia si fanno forza ed entrano nello spirito natalizio e chi invece si dedica a un pianto senza fine. Se chi legge é adolescente, gli o ancor di piú le é permesso di piangere in maniera sconsolata. Ma se siamo grandi, no!, la vita é una sola e consiglio di lasciar stare l’autocompassione, che é un sentimento tanto brutto, e farsi forza. Decidere un time-out, tipo -Riprenderó a pensare a tutto quello che non ho il 26, anche mattina presto, ma non il 24, né il 25.

Cosa si puó fare di alternativo? Io comincerei con qualche esercizio, ginnastica, yoga, pilates. Qualche esercizio ve lo ricorderete della scuola, altrimenti potete cercare in rete, ci sono migliaia di tutorial. Lo potete scegliere per atleti olimpici, persone che non si muovono mai, o disabili. Altrimenti, potete fare degli esercizi di rilassamento dedicati a voi, al vostro corpo, come un regalino personale. In rete trovate meditazione o rilassamento guidati, per vuotare la mente, per immaginare un paradiso personale. Se siete troppo arrabbiati con il mondo, tornate al work out.

Poi ci vuole un bagno, o se non avete la vasca, una doccia. Non parleró di sesso, perché questo non é quel tipo di blog, ma ci sta. Se avete creme, spalmatevele, se avete borotalco, bustine omaggio di qualsiasi cosa, boccette di profumo abbandonate con un resto in fondo, é questo il momento di usare tutto (assicurandovi che non sia scaduto, anche Natale solo al Pronto Soccorso é un altro blog). Poi dovete assolutamente indossare biancheria pulita e i vestiti della festa. Anche per stare da soli in casa? Sí!
C’é gente che con il work out e la cura del corpo forse si aggancia e passa un momento carino; ma supponiamo che voi no, che non siete quel tipo di persona. E’ il 25 mattina, non c’é nessuno con cui stare e non avete niente da fare. Abbiamo detto che per lamentarsi dobbiamo aspettare il 26. Allora? Una bella colazione. Si puó mandare a chiedere qualcosa e fare colazione a letto; se siete in un piccolo paese o isolati e non avete voglia di mangiare, o siete a dieta, andrebbe benissimo una spremuta, anche quella bevuta a letto, se proprio la vasca non vi va. E il tema del mangiare, lo consiglio per tutto il resto el giorno, cucinarvi qualcosa, andare al ristorante, chiedere una pizza.

Se ve lo dicesse vostra madre, o l’amico, o la sorella che stressate tutto l’anno con i vostri problemi, mandereste queste persone a ‘ffanculo. Ma ve lo dico io. A Natale milioni di persone nel mondo, a parte quei poveretti che sono sotto le bombe o in situazioni di carestia, o in mezzo a un disastro naturale ed hanno davvero altro a cui pensare, si curano oggi della loro spiritualitá. Se siete cattolici, la Messa é un classico. Magari non nel vostro piccolo centro o nel vostro quartiere, da un’altra parte. Se non credete, o se preferite cosí, ci sono molte maniere di connettervi con l’universo, con l’umanitá che prega, che cerca, o che approfondisce.
Poi ci sono tutte le cose che possiamo fare per comunicare con gli altri. Ascoltare una voce umana. Chiamare una cugina, o una zia, solo per augurare buon Natale. Se siete campioni di estroversione, chiamate una persona con cui siete un po’ in rotte. Il giorno di Natale é meno probabile che vi metta giú. Fate una passeggiata e stringete la mano di un vicino, bevete un caffé in un bar e fate gli auguri alla barista. Sentire una voce umana, costringere gli angoli della bocca ad andare su é un buon esercizio, anche se breve.
Non sottovalutarei l’edicola e i giornale e le riviste. Costano poco, soprattutto quelle illustrate di pettegolezzi, e fanno passare un momento ameno. Poi ci sono i libri (potete trovarli in linea, se non ci avete pensato prima, tipo Kindle, ma anche gratuitamente). Consiglierei, prima di tutto Canto di Natale in prosa, di Dickens. Se l’avete giá letto, rileggetelo, ne vale la pena. Poi c’é John Grisham, Skipping Christmas, carino, l’idea di saltare il Natale e quello che comporta. Entrambi questi libri sono diventati film, il primo anche diverse volte. Poi ci sono le Cronache di Narnia, il Grinch, l’ Espresso polare… tutti libri e film.
A Christmas Memory di Truman Capote é un libro breve, intensissimo, potrebbe fare buona compagnia a un certo mood.
E poi c’é la musica. Se non avete un cantante, un gruppo, un compositore che vi fa guarire l’anima, cercatelo oggi in internet. Mettete un video con il testo della canzone e cantate! Cantare guarisce.
Poi ci sono linee telefoniche che vi possono ascoltare, o possiblitá di fare volontariato, se volete guardare piú in lá di voi stessi a chi, forse, sta anche peggio.
E avete ricevuto un biglietto d’auguri. Eccolo, é il mio!

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