Parola astrusa traslitterata dal russo.
Il concetto di Perezhivanie appartiene a uno psicólogo dello sviluppo russo, Lev Vygotskji; sia lui che il concetto sono estremamente interessanti. Lui é morto nel 1934, ma é ancora, o dovrei dire di nuovo, studiato e fonte di ispirazione per la psicología dello sviluppo e la psicología educativa. Dimenticato, o nascosto dallo stalinismo dopo la sua morte, recuperato negli anni ‘sessanta’60 in Paesi che non erano l’Unione Sovietica, recuperati e tradotti poco a poco i suoi scritti, si é riusciti a capirlo meglio e all’inizio degli anni ’90, evidentemente, visto che era giá morto, interpretándolo e avvicinandolo a tradizioni teoriche differenti.
Vygotskji é lo psicologo che enfatizza l’importanza dell’ambiente nello sviluppo, o meglio di “ambiente”, “cultura”, perché il suo approccio non é meccanicista, né comportamentista, ma interattivo.

Eccolo al lavoro. Ci sono pochissime foto sue, almeno foto diffuse su Internet.
Perezhivanie é l’esperienza vissuta. Sembra poco, ma é tantissimo. Per esempio spiega come mia sorella, che é vissuta quasi come me, negli stessi anni, nella stessa casa, con lo stesso ambiente intorno, la stessa disponibilitá di stimoli, risorse materiali e affettive, é molto diversa da me. L’ambiente per Vygotskji é importantissimo nello sviluppo. Siamo umani non per una programmazione genetica interna che sboccia da sola, ma ci facciamo mano a mano con il mondo che ci ospita. Perezhivanie é come io capisco le cose, come le digerisco e interpreto. Se volete conoscerlo, mi pare che Pensiero e linguaggio (il linguaggio, la quintesssenza dell’esperienza umana) sia tradotto, disponibile e accessibile anche a non specialisti.
Non ho detto che quello che ci costruisce é “il mondo che ci circonda”, perché, come spiega la mia maestra e amica Wanda, il mondo é intorno a noi e il mondo é in noi.
Qui volevo arrivare.
Nel mio caso, l’Italia mi ha scresciuta ed educata, peró ho vissuto tutta la mia vita adulta in un altro contesto. Mi é successo qualcosa di piú che avere l’accento per cui le mie sorelle e le mie amiche mi prendono in giro quanto torno in Italia, e di cui non mi rendo conto.
Non mi rendo conto della mia cadenza e non posso farci niente, non é mica uno snobismo, anche se quando parla l’italiano una persona latinoamericana che ha lo spagnolo come lingua madre, o il portoghese, la identifico immediatamente e quasi sempre riesco a determinare qual é il suo paese d’origine.
Non é facile, ma mi piacerebbe esplorare quali sono le cose che mi sono successe; a quali mutazioni sono stata soggetta. Quasi come in un film di fantascienza!
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