Naturalmente non si tratta di volare, non ci lanceremo dalla finestra, oppure sí, ma é lanciarsi dalla finestra in un’altra maniera. L’idea é lavorare sulla fantasia.
Ho visto in un centro commerciale, nella parte posteriore di un ristorante, una ragazza rider che si metteva una tuta impermeabile, di quelle con cappuccio che coprono perfino le scarpe. Fuori pioveva forte, lei era tutta vestita come ci si aspetta da qualcuno che consegna cibo a domicilio, peró aveva i capelli stirati, anche se raccolti in una coda. Si vedeva che poco tempo prima la parrucchiera si era occupata della sua acconciatura. Una volta messa la sua tuta nera di gomma si sarebbe lanciata con il suo motorino e il suo pacco di roba da mangiare. A parte i capelli fatti, aveva anche le labbra dipinte di rosso, ma bene, sembrava piú il lavoro di un’estetista di quello che qualche volta faccio io in fretta davanti allo specchio.

Bé, allora mi é venuta in mente tutta una storia.
Lei poteva essere lí per una scommessa con i suoi compagni d’universitá. O a sostituire, per quel giorno, il suo ragazzo che era andato a un’intervista di lavoro. Tristemente, poteva essere il giorno seguente alla sua laurea. Ma l’idea che mi é sembrata piú promettente, anche se ancora piú triste, é quella di una giovane mamma sola che di giorno distribuisce fast food e di sera si prostituisce. Purtroppo non é un’idea tanto lontana dalla realtá.
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