Nella casa dei miei genitori in bagno c’erano piastrelle di marmo nero, opaco, con delle venature o disegnini bianchi. Erano frutto di un processo casuale, peró, prioprio come le nuvole, facevano ricordare personaggi o oggetti.
Parto da lí. Nella nostra casa c’ era una macchia del marmo che pareva Cappuccetto Rosso, con cestino e tutto, peró vicino a lei c’era un arma che poteva sembrare un bazooka, o un mitra: ed ecco che la storia di Cappuccetto Rosso poteva prendere una piega molto piú femminista e rivendicativa, fino al noir, se vuoi.

Ma va bene anche se le tue piastrelle non hanno disegni, se sono lisce, o con un rilievo, un colore particolare, un bianco-neve o schiuma di mare, o sabbia nel sole, potrebbero cambiare modificando la luce che ci piove sopra. Chissá, sopra queste dune bianche potresti, dal tuo comodo sedile, far piovere delle ombre formandole con le mani. E la storia parte. Chi cammina su queste dune? Chi rischia di affogare nella schiuma binachissima del mare?
Quello che voglio dire é che per me non vale la storia che non parte, lo scrittore con il pavimento pieno di pagine appallottolate. Anche la fantasia si puó esercitare. Poi ci sono altri aspetti del mestiere (se vuoi considerarlo un mestiere), che anche loro si possono lavorare: il contenuto, quello che vuoi comunicare, la disciplina…
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