Sembra che Boris Vian abbia scritto Sputeró sulle vostre tombe in quindici giorni. Si era proposto di rifare in pochissimo tempo un noir statunitense, pieno di sesso e violento, per farne un best seller. Facile per lui, che ci riuscí. Sembra che fosse in grado di scrivere 12 o anche 15 pagine al giorno. Il suo genere é molto caratterizzato, forte, si scrive rapidamente perché si legge d’un fiato (A chi piace. A me per esempio piacciono le sue poesie). Lui era lui. Noi cominceremo piú lentamente.
Esercizi di creativitá.
Per scrivere, se non si sa da dove cominciare, penso che si possano fare degli esercizi. Un classico é cercare un’idea, un tema, e oggi lo cercheremo al supermercato, ma si puó andare a caccia fra le piastrelle del bagno, o aprendo un libro a caso. Il giornale, al bar oppure in linea, non importa, é un’ altra grande ispirazione. Cominciamo con due signore viste mentre parlano al supermercato. Ne faremo un raccontino.
Le ho viste oggi per davvero. Erano due, una donna e una ragazza. Posso parlare di loro o invece cominciare descrivendomi. Posso stare sul realismo, prendo me cosí com’ero, stanca, uscita dal lavoro o dalla palestra, vestita in modo imbarazzante, forse una macchia o un buco nella scarpa da ginnastica. A cosa penso: chissá se mi funzionerá la carta; ancora qualche giorno perché mi versino lo stipendio e ho invitato a cena un’amica. Devo comprare del vino. Posso parlare un pochino dei miei trascorsi. Mi sono appena separata, sono tristissima, o magari sollevata, forse ho giá buttato un occhio su qualcuno.
Le due clienti: una sembrerebbe la figlia dell’altra, ma cosí come io sono sudata (se vengo dalla palestra) , sgualcita (se vengo dal lavoro), loro sono impeccabili. Strati di trucco, orecchini grandi, d’oro o dorati. La piú giovane ha i pantaloncini di denim e per di piú strappati, ma uno strappato caro. L’altra ha un completo tipo avvocata, pantaloni e blazer, peró carta da zucchero. Le borse sono scaricate nonchalant sul seggiolino del carrello. Parlano forte.
La piú giovane chiede all’altra se davvero non sa dov’ é. Oggi gliel’ha chiesto veramente al supermercato, mentre c’ero anche’io, ma forse non sapeva dove trovare le bottiglie d’acqua. Noi dobbiamo invece pensare a qualcosa di piú intrigante.
A questo punto magari sarete riuscite a scrivere un paio di cartelle, andando avanti e indietro sul supermercato, gli avvenimenti del giorno, la musica di fondo (magari vi ricorda qualcosa), su voi stesse (mi rivolgo a delle mie simili, ma chissá anche una persona di diverso genere puó provarci).
Ci vuole un punto di svolta.
Quello che non si trova puó essere un uomo; forse un cliente della piú vecchia, forse é davvero avvocata. O magari il suo secondo marito, segretamente amante della figlia. Un’ altra possibilitá é che non si trovi un oggetto, molto intrigante una fotografia. Buono sarebbe un documento, da un contratto al proverbiale testamento, ma anche un diploma di laurea: tutte strade che si aprono su complicazioni diverse e incontri con burocrati: impossibili, belli, qualcuno che si é conosciuto in passato, la compagna dell’ex di qualcuno…
¿Ma devo dirvi tutto?
Adesso possiamo provare a scriverlo questo raccontino ispirato da una micro conversazione ascotata al supermercato. Ma anche voi potreste captare la vostra piccola conversazione al supermercato, al centro commerciale, in un parcheggio e construirci sopra una struttura di ipotesi e domande come questa. Poi, dateci sotto, a scrivere!
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